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A Bologna, la retrospettiva di Mattia Moreni rievoca la celebre esposizione del 1965

Henry Cavill Rivelato Come Nuovo Highlander: Prime Immagini dal Set

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Henry Cavill ha svelato il suo aspetto da Connor MacLeod nel reboot cinematografico di 'Highlander' attraverso i suoi canali social, pubblicando le prime immagini dal set. Il film, diretto da Chad Stahelski, ha superato ritardi dovuti a un infortunio di Cavill e vedrà nel cast anche Russell Crowe e Dave Bautista. L'uscita è prevista tra il 2026 e il 2027.

Odessa A'zion Abbandona 'Deep Cuts' Dopo Controlli Sul Casting

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L'attrice Odessa A'zion si è ritirata dal film A24 'Deep Cuts' in seguito a controversie sul casting del suo personaggio, Zoe Gutierrez, descritto come metà ebrea e metà messicana. A'zion ha ammesso di non aver letto il libro originale e ha riconosciuto che il ruolo dovrebbe andare a un'attrice con un background più fedele al personaggio, citando il dibattito sul "whitewashing" e la necessità di rappresentazione autentica nell'industria cinematografica.

Recensione di 'Le Cose Non Dette': Muccino Ritorna al Suo Meglio

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Con 'Le Cose Non Dette', Gabriele Muccino esplora la fragilità dei legami umani e le dinamiche complesse delle relazioni di coppia. Ambientato nelle suggestive atmosfere del Marocco, il film segue due coppie in crisi, interpretate da Stefano Accorsi e Miriam Leone, e da Carolina Crescentini e Claudio Santamaria, mentre affrontano silenzi e segreti. Una misteriosa studentessa universitaria aggiunge ulteriori tensioni, trasformando il viaggio in una profonda riflessione sulle verità nascoste e sui cambiamenti inevitabili della vita.

Questa esposizione ripercorre l'ampio percorso creativo di Mattia Moreni, celebrando quattro decenni di trasformazione artistica e mettendo in luce l'impatto e la rilevanza della sua opera nel panorama dell'arte italiana del secondo dopoguerra. La mostra bolognese, curata da Pasquale Fameli e Claudio Spadoni, approfondisce il decennio tra il 1954 e il 1964, periodo in cui Moreni, distaccatosi dal gruppo astratto-concreto, ha espresso la sua esuberanza artistica attraverso opere gestuali che mantengono un legame con l'immagine figurativa.

L'arte di Mattia Moreni in mostra a Bologna: un omaggio alla retrospettiva del 1965

In occasione di Art City Bologna 2026, il Museo d'Arte Moderna di Bologna (MAMbo) presenterà la mostra “Mattia Moreni. L’antologica di Bologna, 1965”. Questa significativa esposizione, curata da Pasquale Fameli e Claudio Spadoni, si terrà dal 30 gennaio al 31 maggio 2026. L'evento rappresenta la quarta tappa di un progetto espositivo più vasto, intitolato “Mattia Moreni. Dalla formazione a L’ultimo sussulto prima della grande mutazione”, promosso dall'Associazione Mattia in collaborazione con cinque importanti istituzioni museali tra la Romagna e Bologna.

La mostra bolognese si focalizza in particolare sul decennio artistico di Moreni che va dal 1954 al 1964. Come spiegato dal curatore Claudio Spadoni, questo periodo segna il momento in cui Moreni si distacca dal gruppo degli otto pittori astratto-concreti, manifestando appieno la sua estroversione artistica attraverso un linguaggio pittorico in continua evoluzione. Le opere esposte rivelano una pittura gestuale, sempre però ancorata a un riferimento visivo specifico, sia esso naturalistico o umano. L'esposizione offre un'opportunità unica per apprezzare la forza espressiva e la modernità di uno degli artisti più influenti del dopoguerra italiano.

L'accesso alla mostra sarà gratuito durante Art City Bologna 2026, che si svolgerà dal 5 all'8 febbraio. Gli orari di visita speciali includono: giovedì 5, venerdì 6 e domenica 8 febbraio dalle 10:00 alle 20:00; sabato 7 febbraio, in occasione della Art City White Night, dalle 10:00 alle 23:00 (ultimo ingresso alle 22:30). Negli altri giorni di apertura, la mostra sarà visitabile il martedì e il mercoledì dalle 14:00 alle 19:00, il giovedì dalle 14:00 alle 20:00, e il venerdì, sabato e domenica dalle 10:00 alle 19:00.

La retrospettiva di Mattia Moreni al MAMbo offre un'occasione preziosa per riflettere sull'evoluzione dell'arte italiana contemporanea. L'abilità dell'artista nel coniugare la gestualità con un profondo riferimento figurativo ci invita a considerare come la ricerca espressiva possa rimanere autentica e potente anche attraverso continue metamorfosi. È un promemoria dell'importanza di esplorare e reinterpretare le radici artistiche, mantenendo viva la memoria culturale per le generazioni future.