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Io sono Frankelda: L'Animazione Stop-Motion Rivoluzionaria su Netflix Apprezzata da Guillermo del Toro

Guida agli Eventi Culturali e di Spettacolo a Firenze: 15-21 Giugno

Guida agli Eventi Culturali e di Spettacolo a Firenze: 15-21 Giugno

Firenze si anima con un'ampia variet¢ di eventi dal 15 al 21 giugno, offrendo appuntamenti per tutti i gusti. Il programma include proiezioni cinematografiche all'aperto con "Apriti Cinema", serate dedicate alla musica e alla danza popolare del sud Italia con "Le notti delle tarante fiorentine", e la rassegna di moda maschile Pitti Uomo 110. Non mancano spettacoli teatrali, concerti e laboratori artistici, che trasformano la citt¢ in un palcoscenico vibrante per residenti e visitatori.

Oscar Onorario a Ridley Scott e Glenn Close: Riconoscimento Tardivo

Oscar Onorario a Ridley Scott e Glenn Close: Riconoscimento Tardivo

Ridley Scott e Glenn Close riceveranno finalmente un Oscar onorario ai Governors Awards di novembre 2026. Scott, regista di capolavori come 'Alien' e 'Blade Runner', viene premiato dopo decenni di carriera e nonostante non abbia mai ricevuto una candidatura per questi film cult. Anche Glenn Close, con otto nomination all'attivo, sarà insignita di questo prestigioso riconoscimento. L'evento celebrerà il loro contributo indelebile al cinema, insieme all'animatore Floyd Norman e ai produttori Christine Vachon e Pamela Koffler.

Ricordo di Claudio Spadaro: Un Percorso Artistico Tra Cinema e Televisione

Ricordo di Claudio Spadaro: Un Percorso Artistico Tra Cinema e Televisione

Il mondo dello spettacolo italiano è in lutto per la scomparsa di Claudio Spadaro, attore versatile e apprezzato, spentosi poco prima del suo 73° compleanno. Nato a Taranto nel 1953, Spadaro ha lasciato un segno indelebile con le sue interpretazioni in film di registi come Moretti e Bellocchio, e in celebri serie TV, tra cui spicca il suo iconico ruolo di Benito Mussolini.

“Io sono Frankelda”, un’opera di animazione in stop-motion che ha catturato l’attenzione del mondo cinematografico, è pronta a debuttare sulla piattaforma di streaming Netflix. Questa produzione, sviluppata sotto l’occhio attento del celebre regista premio Oscar Guillermo del Toro, si presenta come un momento significativo per l’arte dell’animazione messicana. Descritto da Del Toro stesso come un trionfo di visione e tenacia, il film dei fratelli Arturo e Roy Ambriz promette di essere una delle uscite più intriganti e innovative del catalogo di giugno, esplorando temi di creatività, resistenza e la potenza dei sogni attraverso una tecnica artigianale e suggestiva.

Il lungometraggio, disponibile su Netflix dal 12 giugno, si distingue per essere la prima produzione messicana interamente realizzata in stop-motion. Ambientato nel Messico di fine Ottocento, funge da preludio alla serie “Frankelda’s Book of Spooks”, già acclamata e prodotta dallo studio Cinema Fantasma. La trama segue le vicende di Frankelda, una talentuosa scrittrice le cui narrazioni oscure vengono spesso ignorate. Costretta a lottare per far sentire la propria voce, Frankelda si trova a dover affrontare un mondo che cerca di zittirla. Questa battaglia personale si intensifica quando precipita nel suo subconscio, dove le creature da lei immaginate prendono vita, costringendola a ristabilire l’equilibrio tra fantasia e realtà prima che entrambi gli universi collassino. In questo percorso, Frankelda è guidata da Herneval, un principe tormentato che si muove al confine tra sogni e incubi, mentre l’antagonista Procustes e i suoi seguaci ordiscono piani per ottenere il controllo.

Il processo creativo dietro “Io sono Frankelda” è stato tanto impegnativo quanto innovativo. I registi, Arturo e Roy Ambriz, hanno condiviso le sfide incontrate, paragonando la loro esperienza di fronte a numerosi rifiuti e ostacoli a quella della protagonista. Hanno trasferito la frustrazione e la perseveranza vissute nel personaggio di Frankelda, rendendo la storia un’allegoria della lotta per l’affermazione della propria immaginazione. Questa narrazione rispecchia la convinzione di Del Toro che la resistenza, nel panorama culturale attuale, risieda nell’essere autentici e nel non arrendersi, specialmente quando si cerca di innovare in un campo come la stop-motion, che egli definisce uno “spazio sacro”. Il film, che ha coinvolto circa 120 professionisti, ha combinato tecniche tradizionali con avanzate tecnologie, dall’iniziale creazione a mano dei personaggi in resina all’integrazione di sculture digitali e stampe 3D, rifinendo ogni dettaglio, dalle piume incollate singolarmente ai costumi su misura e ai dettagli dipinti con maestria artigianale.

Il risultato è un’estetica che si distacca dalle produzioni stop-motion contemporanee, come quelle di “Kubo e la spada magica” o “Mister Link”. I fratelli Ambriz definiscono lo stile di “Io sono Frankelda” come “spooky elegance”, un’esperienza che invitano a vivere come la lettura di un libro con una tazza di tè. Non si tratta del grottesco di Tim Burton, né del surreale inquietante di “Coraline”, ma piuttosto di una fiaba illustrata ottocentesca, dove l’immaginazione diventa una forma di ribellione. Il regno degli incubi, Topus Terrenus, non è un luogo di oscurità, ma un mondo abitato da creature rinascimentali, palazzi sontuosi e giardini rigogliosi, con forme d’arte e linguaggi ispirati a pittrici surrealiste come Leonora Carrington e Remedios Varo, e ai gufi messicani noti come “Tecolotes”. La profonda connessione tra Frankelda e Herneval si evolve in un legame potente ma complesso, che la protagonista dovrà affrontare per riscrivere il suo destino e difendere la sua identità di narratrice dall’avanzare di forze oscure che minacciano di divorare la sua immaginazione e scatenare orrori ben peggiori di quelli da lei creati.